MF 01/04/2016

Carrus: faremo fusione al 100%

DI NICOLA BRILLO

Milano Finanza – Assemblea il 5 maggio su bilancio e rinnovo del consiglio, prezzo ipo tra il 20 e il 25 maggio, aumento fino a 1 miliardo e sbarco a Piazza Affari entro la prima metà di giugno, poi la ricerca di un partner. L’amministratore delegato di Veneto Banca Cristiano Carrus, ieri a Mestre in un incontro organizzato dalla Cgil, ha tracciato la road map per l’ex popolare di Montebelluna. «Nei giorni scorsi», ha spiegato Carrus, «siamo andati dal regolatore per fare il punto della tempistica dei prossimi passaggi.

Al termine dell’assemblea del 5 maggio partirà subito la fase del pre-marketing che verrà ovviamente fatto dal consorzio di collocamento dell’aumento di capitale contestuale alla quotazione. Poi usciremo noi a parlare con gli investitori interessati». Una tempistica che si allunga rispetto ai programmi iniziali, a seguito della richiesta di Borsa e Consob di approvare prima il bilancio. Ma sulla buona riuscita del collocamento, a Montebelluna non hanno dubbi. «Di certo non è un bel mercato, ma si deve guardare a un trend e credo che oggi ci siano le condizioni per andare sul mercato. Sicuramente non stapperemo champagne, ma è un mercato che consentirà di fare l’operazione», ha spiegato l’ad.

Da non sottovalutare che nel giro di poche settimanale le tre ex popolari venete chiederanno al mercato complessivamente 3,75 miliardi: «Sono fattori non dico di criticità, ma di estrema attenzione», ha proseguito. «Noi ovviamente abbiamo stabilito una nostra pre-garanzia totalmente coperta da Banca Imi, che poi a sua volta ha ripartito il rischio su nove entità».

Intanto il numero uno di Veneto Banca fa il tifo per il matrimonio Verona-Milano. «È un’operazione che deve essere sostenuta da tutti, un’operazione coraggiosa che diventerà un modello per le prossime aggregazioni».

Dopo il debutto in borsa, Veneto Banca sarà sicuramente protagonista di un’operazione di aggregazione, «garantito al 100%». Carrus ha poi spiegato che l’advisor Ubs è già al lavoro su questo dossier, mentre Rothschild si sta concentrando su aumento di capitale e ipo. Ma è ancora presto per parlare di una short list di possibili partner. Sui tempi delle aggregazioni la Bce è stata chiara: «Queste operazioni devono essere fatte in un lasso di tempo abbastanza breve», ha proseguito. «Intendiamo discutere già nel 2016 a qualche tavolo serio».

Poi l’ad di Veneto lancia segnali distensivi ai propri azionisti in vista del rinnovo del cda che sarà ridotto (tra 11 e 15 membri). «Noi stiamo dialogando con tutti e cerchiamo di capire quali siamo gli spazi per decidere se andare con una o più liste. Con Per Veneto Banca parliamo e c’è un grande rispetto reciproco». La risposta non è altrettanto distensiva. «Ci stupiscono le affermazioni di Carrus, negli ultimi mesi abbiamo cercato il dialogo più volte, ma sempre senza esito», spiega a MF-Milano Finanza Matteo Cavalcante, presidente di Per Veneto Banca, associazione che unisce i soci big della ex popolare con oltre l’8% del capitale. «Noi siamo perfettamente in linea con le richieste della Vigilanza, come aumento, quotazione e competenze del cda. Stiamo lavorando alla nostra lista per le elezioni, che presenteremo assieme all’Associazione azionisti Veneto Banca». L’associazione ha già le idee chiare sul dopo assemblea. «I nostri candidati avranno competenze professionali adeguate al compito. Daremo certamente continuità in vista della quotazione: Carrus potrà rimanere come direttore generale, forse non nel nuovo cda», ha proseguito Cavalcante. «Riteniamo invece scandaloso che in questi giorni si stiano facendo i rinnovi di carica nelle controllate, come ad esempio Banca Apulia e Claris Leasing, con i membri del cda e aumento di compensi».