La Tribuna Di Treviso 05/04/2016

«Con Veneto Banca ho incassato 8 milioni e perso 800 mila euro»

DI FABIO POLONI

Bruno Vespa racconta a Report: «Ho venduto le mie azioni dopo 2 anni e 8 mesi di pressioni e ho salvato il 90% del capitale». Scrive Fabio Poloni su “Il Mattino di Padova” di oggi: “Bruno Vespa favorito dai vertici di Veneto Banca perché è riuscito a vendere le proprie azioni prima del tracollo, riportandosi a casa circa otto milioni di euro? «Un piffero», è l’imprecazione “soft” del diretto interessato, «perché ho chiesto di poter vendere le mie azioni a partire dal 2010, e ci sono riuscito solamente nell’estate del 2013. Due anni e otto mesi in cui ho premuto e insistito in maniera costante. E anch’io ho visto parecchi, parecchi, parecchi soldi andare in fumo». Quanti? «Ho speso 873 mila euro in obbligazioni che ora valgono il dieci per cento». È lo scambio di battute tra Giovanna Boursier, giornalista di Report, e Bruno Vespa. La trasmissione di Rai3 domenica prossima si occuperà di banche, dal fallimento di Etruria & co. al crollo azionario delle popolari venete. La giornalista ha intervistato il conduttore di “Porta a porta”, che di Veneto Banca è stato azionista di peso. Con una particolarità: è riuscito a vendere le proprie quote («una parte rilevante ma non tutto, purtroppo») nell’estate del 2013, prima del tracollo che ha visto bruciare oltre l’ottanta per cento dei risparmi per chi ha investito nel momento di massimo splendore azionario dell’istituto di Montebelluna. Perché Vespa c’è riuscito e migliaia di piccoli risparmiatori no? Favoritismi? Soffiate? «Un piffero», ha replicato il diretto interessato in un’anticipazione dell’intervista che andrà in onda nella prossima puntata di Report. Tanto che anche lui, dice, ci ha rimesso un bel po’ di quattrini comprando «873 mila euro in obbligazioni che ora valgono il dieci per cento», insomma: circa 800 mila euro bruciati del tutto. Certo, alla fine dei conti, se le cose stanno così, Vespa potrebbe aver perso circa il dieci per cento del proprio investimento milionario (ma non sappiamo quando ha comprato le azioni, quindi il “saldo” reale resta incognito), mentre un esercito di piccoli azionisti è rimasto letteralmente in mutande. L’ex direttore del Tg1, però, di fronte alle telecamere di Report ha voluto cancellare ogni sospetto di eventuali favoritismi. Tra l’altro, se è vero che ha cercato di vendere a partire dal 2010, non era nemmeno il momento più conveniente: le azioni valevano 38,50 euro, per poi salire a 39,50 nel 2011 e 40,25 nel 2012, “cima Coppi” di questa scalata incredibile. Poi le ispezioni di Bankitalia, le indagini di due Procure che hanno travolto i vertici, il primo taglio pesante al valore delle azioni deciso dal cda di Montebelluna nell’aprile del 2015 (da 39,50 a 30,50 euro), infine lo schianto, il 2 dicembre dello scorso anno, quando il valore di recesso è stato fissato a 7,30 euro per azione, in attesa della quotazione in Borsa che dirà da quanto si riparte. A legare Vespa a Veneto Banca c’è anche un rapporto diretto con Vincenzo Consoli, ex dominus della vecchia Popolare di Asolo e Montebelluna: le due famiglie sono socie nella gestione di una masseria a Taranto. Ma niente favoritismi né uscite d’emergenza riservate, garantisce il giornalista nato a L’Aquila: anche lui ha dovuto «premere» e «insistere» per vendere. Se lui c’è riuscito e altri no, non è colpa sua”.