IL Giornale Di Vicenza 05/04/2016

Veneto Banca, manovre e conta per la presentazione delle liste

DI R.B.

Manca un mese all’assemblea di Veneto Banca: l’approvazione del bilancio con perdite da 882 milioni sui quali pesano rettifiche su crediti per 754 rischia di passare in secondo piano rispetto al mandato del Cda giunto a scadenza. Il Consiglio attuale si presenterà dimissionario. In occasione dell’assemblea, gli azionisti saranno quindi chiamati a nominare il nuovo Cda, determinandone il numero di componenti tra 11 e 15 (l’indicazione di 11 consiglieri è «dimensione ritenuta ottimale» nel documento formulato in vista dell’assemblea), la durata in carica, il compenso. Viene raccomandata la composizione: 2 membri da banche, 2 dall’economia reale e associazioni, 2 da professioni e accademie, uno da aziende quotate. All’elezione l’assemblea procede sulla base di liste, che possono essere presentate dai soci ovvero dal Cda. Le liste vanno presentate entro la mezzanotte di domenica 10 aprile, via pec. Ed è nello spettro di questi sei giorni che si stanno giocando le grandi manovre. Il tutto dentro ad uno scenario in cui aleggia una lettera della Bce che si aspetterebbe una conferma dei vertici di nomina più recente – almeno a quanto pare il presidente Pierluigi Bolla e il ceo Cristiano Carrus – ma anche un forte ricambio nel resto del Cda, per proseguire nel percorso di rinnovamento che la banca ha avviato due anni fa. Dentro a questa cornice un ruolo da protagonista è intenzionato però a giocarlo l’associazione Per Veneto Banca, guidata dall’imprenditore vicentino Matteo Cavalcante, che ha nell’avvocato Loris Tosi una delle sue menti. L’associazione rappresenterebbe il fatidico zoccolo duro avendo sempre dichiarato di contare l’8% del capitale sociale. Sarebbe pertanto un gioco da ragazzi raccogliere il 2,5% delle adesioni, come previsto dal documento. Percentuale non prevista invece per una possibile lista del Cda, di fatto tutti si stanno guardando intorno – anche nel Consiglio di ieri – per capire che tipo di appoggio potrebbe avere una lista legata al Cda uscente per evitare sorprese in un’elezione con voto da Spa. Stasera si svolgerà intanto un direttivo dei soci guidati da Cavalcante, domani sera l’assemblea da cui dovrebbe emergere la compagine da proporre. Dialoghi per ora, come è sempre stato sostenuto, sono in corso con un’altra associazione, quella dei piccoli azionisti guidata dall’ex presidente del Tribunale di Treviso Giovanni Schiavon, entrambe determinate a contare nel nuovo Consiglio. Fino ad ieri era stato paventato un possibile pour parler anche con il cda, in vista magari di una lista unica e spartita in ossequio dell’avvertimento di Francoforte.Ieri Schiavon però è sbottato giù duro rispetto al Cda e in particolare ai doppi-tripli incarichi di Maurizio Benvenuto, presidente del comitato esecutivo, membro del comitato strategico, da 10 giorni presidente anche della controllata Banca Apulia, compensi per 550 mila euro l’anno. Poi ha ricordato lo stipendio dell’ad Carrus per oltre 1,2 milioni, anche per lui poltrona in Apulia. Nomina anche per Bolla, presidente anche di Bim. Ieri Schiavon ha inviato una lettera aperta a Bce, Banca d’Italia e Abi segnalando «il ruolo poliedrico di alcuni membri del cda, che hanno moltiplicato per se e per qualche loro amico, gli incarichi (ed i relativi compensi) nell’ambito delle società del gruppo». Tante, troppe poltrone.