Corriere Del Veneto 05/04/2016

Liste contrapposte per il nuovo Cda I piccoli soci attaccano Benvenuto: «Intrecci di poltrone e compensi»

DI GIANNI FAVERO

Manca un mese esatto all’assemblea degli azionisti di Veneto Banca e il clima, questa volta nella contrapposizione fra gli amministratori uscenti e le due associazioni di azionisti intenzionate a mettere piede e giocare un ruolo attivo nella governance dell’istituto, è già decisamente oltre la temperatura di guardia.

Giovanni Schiavon, l’ex magistrato che è leader dell’Associazione azionisti di Veneto Banca, cioè quella dei «piccoli» soci che insieme aggregano poco meno del 3% del capitale, con una lettera aperta ha invitato ieri i presidenti di Bce, Bankitalia e Abi a «verificare il ruolo poliedrico di alcuni membri del Cda di Montebelluna, che hanno moltiplicato per sé e per qualche loro amico, gli incarichi ed i relativi compensi nell’ambito delle società del gruppo».

Il primo riferimento, in questo caso, è rivolto all’avvocato Maurizio Benvenuto, «catapultato nel board di Veneto Banca dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana il quale, in brevissimo tempo – sottolinea Schiavon – ha assunto incarichi, oltre a quello di consigliere a Montebelluna, che spaziano da presidente del Comitato esecutivo a membro del Comitato strategico di Veneto Banca, da presidente di Banca Apulia a membro del Consiglio di Palladio Finanziaria», ultima seggiola lasciata libera dall’ex amministratore delegato Vincenzo Consoli, per ciascuno dei quali sono previsti «autonomi compensi».

Per ricambiare il servizio reso, Benvenuto non avrebbe esitato, una volta divenuto presidente di Banca Apulia, a inserire nel Cda sia Pierluigi Bolla sia Cristiano Carrus, ossia presidente e Ad di Veneto Banca, oltre al presidente dell’Istituto «Adriano Olivetti» di Ancona, Pietro Marcolini, (interessato, sostiene Schiavon, nella fornitura di servizi di formazione a pagamento ai collaboratori di Veneto Banca) designato vicepresidente di Apulia, e Flavio Corradini, rettore dell’università di Camerino.

Un intreccio di cariche – fa notare Schiavon – fra i frequentatori dei soliti salotti, insomma, che porta nelle tasche di Benvenuto qualcosa come 550 mila euro l’anno e in quelle degli altri, avendo la pazienza di fare qualche somma, cifre non lontane per dimensione e che «allontanano quell’idea di trasparenza, etica e rinnovamento che ci si sarebbe attesi dal nuovo corso».

Motori ben caldi, insomma, per una campagna elettorale per il governo di Veneto Banca che si profila come una competizione fra due liste.

L’una espressa dalla governance uscente, ieri riunita in un Cda silenzioso e rapido, l’altra da una convergenza di progetto fra «Per Veneto Banca», ossia il sindacato dei «grandi» azionisti, portatore dell’8% del capitale, e la squadra di Schiavon. L’elenco delle candidature sarà definito entro questa settimana e sarà al centro sia di una riunione del consiglio direttivo di «Per Veneto Banca», fissata per oggi, sia di un’assemblea che si svolgerà domani a Padova.

Fra i candidati in cima alla lista alternativa al Cda in carica vi sono i due nomi che erano stati sottoposti al Cda di Montebelluna qualche settimana fa, quando pareva che fosse possibile un loro inserimento per cooptazione, ossia il presidente dell’associazione, Matteo Cavalcante, e il giurista piemontese Stefano Ambrosini.